Risultati 

 

 
 
ELEZIONI EUROPEE

La prima settimana di Giugno si votano i 736 membri del nuovo Parlamento Europeo che
rappresenteranno quasi 500 milioni di persone. Un suffragio universale con regole diverse nei vari
stati ma con dei principi generali in comune. Storia e funzionamento dell'unico organo dell'Unione
Europea eletto direttamente dai cittadini. Per il futuro si parla già di liste europee.

La riforma della legge elettorale per le elezioni europee, votata alla Camera, prevede l’introduzione
di una soglia di sbarramento al 4%. Soglia prevista anche nei sistemi e elettorali di molti altri Stati
membri dell’Ue. In Germania, Polonia e Francia, ad esempio, lo sbarramento è fissato al 5%,
mentre per la Svezia e l’Austria é al 4%. Per il resto, la legge approvata e che dovrà avere anche il
via libera del Senato, non introduce altre modifiche alla legge numero 18 del 1979.
Ecco, in pillole, il sistema elettorale con il quale si voterà e che servirà ad eleggere il gruppo dei 72
europarlamentari della delegazione italiana a Strasburgo.

PROPORZIONALE PURO - Il riparto dei seggi avviene con il metodo proporzionale in base alla
cifra elettorale nazionale di ciascuna lista, su un collegio unico nazionale e con il principio dei
quozienti interi e dei resti più elevati.
SBARRAMENTO - Hanno diritto ad accedere alla ripartizione dei seggi solo le liste che abbiano
conseguito sul piano nazionale almeno il 4% dei voti validi espressi.
CINQUE CIRCOSCRIZIONI - Il territorio italiano viene suddiviso in cinque circoscrizioni nelle
quali votano i cittadini. La prima, ‘Italia nord-occidentale’ comprende Piemonte, Valle D’Aosta,
Liguria e Lombardia. La seconda, ‘Italia nord-orientale’ è composta da Veneto, Trentino Alto
Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Terza circoscrizione, quella dell”Italia centralé:
Lazio, Umbria, Marche e Toscana. L”Italia meridionalé: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia,
Basilicata e Calabria. E, infine, l”Italia insularé composta da Sardegna e Sicilia.
PREFERENZE - Restano le preferenze, nonostante, nella prima ipotesi di riforma il centrodestra
avesse tentato di cercare un accordo per l’introduzione delle liste bloccate come per le politiche.
L’elettore può esprimere, dunque, non più di tre preferenze nella prima circoscrizione, non più di
due nella seconda, terza e quarta e una nella quinta.